Il caftano marocchino: definizione, origine, tessuti e artigianato

Caftano marocchino bianco con un'ampia fascia di ricami dorati sul davanti, stretto da una cintura mdamma tempestata di pietre
Indice

    Il caftano marocchino è un abito lungo in un solo pezzo, aperto sul davanti e chiuso da una fila di piccoli bottoni, che si indossa ai matrimoni, ai fidanzamenti, alla serata dell'henné o per l'Eid. Tagliato nel velluto, nel broccato, nel raso o nel crêpe, si riconosce dalle sue finiture: il gallone sfifa, i bottoni aakad, il ricamo in filo d'oro. Il suo saper fare è iscritto nel patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO dal 10 dicembre 2025.

    Che cos'è un caftano marocchino?

    Il caftano è un abito ampio che scende fino alle caviglie, con maniche lunghe, spesso svasate al polso. Non ha né colletto chiuso né cappuccio. Si apre sul davanti e si chiude con una lunga fila di bottoni di passamaneria, gli aakad, bordati da un gallone intrecciato, la sfifa. Si porta da solo, dritto e fluido, oppure stretto in vita da una cintura, la mdamma.

    Tre tratti lo distinguono dagli altri abiti marocchini. Non ha cappuccio, a differenza della djellaba. È fatto di un solo pezzo, mentre la takchita ne sovrappone due. Ed è un abito da festa: i suoi tessuti e i suoi ricami lo riservano alle grandi occasioni, mentre la djellaba e la gandoura si portano tutti i giorni. La nostra guida all'abito tradizionale marocchino colloca il caftano tra gli altri capi, e l'articolo caftano o takchita spiega che cosa lo separa dalla takchita.

    Caftano marocchino avorio a figura intera, gallone ricamato lungo lo scollo a V e fila di bottoni aakad sul davanti
    Caftan Ivoire Marbre, in crêpe, bordato da un gallone ricamato

    Da dove viene il caftano?

    La parola è entrata nel francese nel XVI secolo, nella forma «cafetan». Viene dal turco qaftan, la veste d'onore, a sua volta preso in prestito dal persiano khaftan. L'abito, una tunica lunga aperta sul davanti, ha viaggiato dalla Persia all'Impero ottomano, dal Maghreb all'Asia centrale, cambiando taglio a ogni tappa.

    In Marocco gli storici vi riconoscono diversi apporti. Un'eredità andalusa è attestata già dal XV secolo. Nel XVI secolo la corte saadiana adotta usanze nel vestire giunte da Istanbul, senza che il Marocco diventi mai una provincia ottomana. Il caftano si diffonde allora nelle città: lungo e dritto a Fès, ornato di ricami e trecce in filo d'oro, è più corto e più ampio a Tetouan. È alla stessa corte, sotto il sultano Ahmed al-Mansur, che si colloca l'uso di indossare una tunica leggera sopra il caftano, da cui nascerà la takchita.

    Periodo Tappa
    Origini Tunica lunga attestata in Persia, diffusa sotto gli Abbasidi e poi nell'Impero ottomano
    XV secolo Eredità andalusa attestata in Marocco
    XVI secolo Influenze ottomane alla corte saadiana; nascita della takchita sotto Ahmed al-Mansur (1578-1603)
    XX secolo Il caftano entra negli atelier di sartoria e sulle passerelle
    10 dicembre 2025 Iscrizione del caftano marocchino nel patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO

    Il caftano marocchino, patrimonio dell'UNESCO

    Il 10 dicembre 2025 l'UNESCO ha iscritto «Il caftano marocchino: arte, tradizioni e saper fare» nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità, durante la 20ª sessione del suo Comitato intergovernativo (decisione 20.COM 7.b.33). Il dossier, presentato dal Marocco, descrive una tunica lunga con apertura centrale e bottoni decorativi, indossata a ogni età in occasione di matrimoni, battesimi, riti di passaggio e feste.

    L'iscrizione riconosce una catena di mestieri più che un oggetto: i tessitori del broccato, del velluto e della seta, i sarti, gli artigiani dei bottoni e dei galloni, i ricamatori. Sottolinea una trasmissione che passa per la famiglia e la bottega, e oggi anche per le scuole di moda. Come ogni iscrizione nel patrimonio immateriale, tutela pratiche vive; non designa alcun paese come proprietario di un abito che si porta anche, in altre forme, altrove nel Maghreb.

    Quali tessuti per un caftano?

    Il tessuto decide la caduta, la stagione e il grado di cerimonia. Sei tessuti ricorrono negli atelier marocchini.

    Tessuto Che cosa dà Quando indossarlo
    Velluto Colore profondo, sostegno, ricamo in filo d'oro molto leggibile Matrimoni d'inverno, serate
    Broccato Motivi tessuti nella stoffa, spesso con fili metallici Abiti di gala, giacche di takchita
    Raso Superficie lucida, caduta morbida Fidanzamenti, serate
    Crêpe Aspetto opaco, caduta fluida, non segna Tutto l'anno, linee essenziali
    Organza, mussola Leggerezza, trasparenza Sovrapposizioni, estate
    Pizzo Trafori, galloni, rilievo Caftani da sposa, finiture

    Nei nostri laboratori di Fès il velluto serve ai caftani ricamati d'oro, il broccato alle giacche di takchita e kimono, il crêpe alle linee più sobrie, il raso e l'organza ai caftani più luminosi.

    Pettorina di un caftano marocchino in velluto nero ricamato con arabeschi in filo d'oro e bordato da una sfifa dorata
    Caftan Noir Velours, ricamato con arabeschi in filo d'oro

    Ricami e finiture: il vocabolario del caftano

    Un caftano si giudica dalle finiture. Bastano quattro parole per leggere un capo.

    La sfifa

    La sfifa è un gallone di passamaneria intrecciato, in filo di seta o in filo metallico, che borda lo scollo, l'apertura sul davanti e le maniche. Sottolinea le linee dell'abito e ne rinforza i bordi. La sua regolarità, da un capo all'altro del caftano, è il primo segno di un lavoro accurato.

    Gli aakad

    Gli aakad sono i piccoli bottoni di passamaneria che chiudono il caftano. Modellati uno a uno, passano in sottili asole cucite sul bordo opposto. Un caftano da cerimonia ne conta spesso diverse decine.

    Lo skalli e il terz

    Lo skalli è il filo d'oro o d'argento dei caftani di gala; serve sia per il ricamo sia per la sfifa. Le città hanno inoltre i loro ricami, il terz. Il terz fassi, di Fès, si ricama a punto contato, in un solo colore, e si legge identico sul diritto e sul rovescio. Il terz rbati, di Rabat, dispiega mazzi di fiori dai colori vivaci. Anche Meknès e Tetouan hanno i loro punti.

    La mdamma

    La mdamma è la cintura del caftano: una placca di metallo cesellato, dorato o argentato, a volte incastonata di pietre, oppure un'ampia fascia di tessuto ricamato. Facoltativa su un caftano, è indispensabile su una takchita, di cui unisce i due pezzi.

    Dettaglio di un caftano marocchino bianco in crêpe: pettorina ricamata di perle, sfifa e bottoni aakad lungo l'apertura
    Caftan Blanc Nacre, pettorina perlata, sfifa e aakad

    Come riconoscere un bel caftano?

    Girate prima il ricamo: un lavoro accurato resta pulito sul rovescio, senza fili tirati né nodi spessi. Seguite poi la sfifa per tutta la sua lunghezza; deve essere posata dritta, senza ondeggiare, e ben rifinita agli angoli dello scollo. Chiudete qualche aakad: ogni bottone deve tenere da solo e passare nella sua asola senza forzare. Soppesate la stoffa, perché un velluto o un broccato di qualità ha corpo. Guardate infine l'apertura chiusa: i due bordi devono cadere a piombo, senza aprirsi tra un bottone e l'altro.

    Quando indossare un caftano?

    Il caftano accompagna tutte le feste marocchine, a cominciare dal matrimonio marocchino, dalla richiesta di mano alla serata. Quando uno dei fidanzati è italiano, le pratiche sono riunite nella nostra guida al matrimonio in Marocco. La sposa ne cambia diversi nel corso della notte; il nostro articolo sugli abiti della sposa marocchina ne segue l'ordine. Anche le invitate lo scelgono, e l'abito dell'invitata segue poche regole semplici. Lo si indossa inoltre ai fidanzamenti, alla serata dell'henné, per la festa dell'Eid, un battesimo o una cena di festa.

    Il colore si sceglie in base a questi momenti, come spiega la nostra guida ai colori del caftano. L'abito si completa con la cintura e i gioielli: vedete come indossare un caftano. Per la taglia e il taglio, la nostra guida al caftano taglie forti riporta la tabella delle misure.

    Come prendersi cura di un caftano ricamato?

    Velluto, crêpe, organza e ricami non sopportano né la lavatrice né l'asciugatrice: il caftano va affidato a un lavaggio a secco professionale. Per togliere le pieghe basta un vaporizzatore a bassa temperatura, tenuto a distanza dal ricamo. Riponetelo su una gruccia larga, in una custodia di cotone, al riparo dalla luce, che offusca i fili metallici.

    Caftan Paris: disegnati a Parigi, confezionati nei nostri laboratori di Fès

    Caftan Paris disegna i suoi modelli a Parigi e li confeziona nei propri laboratori di Fès. Lì i maalem tagliano, ricamano e assemblano ogni capo: la sfifa è applicata a mano, gli aakad modellati uno a uno, il ricamo in filo d'oro e d'argento eseguito punto per punto. Produciamo in piccole serie, senza subappalto. Scoprite i nostri caftani marocchini, le nostre takchita e i nostri kimono caftano, oppure leggete la storia della maison.

    Domande frequenti

    Qual è la differenza tra un caftano e una djellaba?

    La djellaba è un abito di tutti i giorni, a maniche lunghe e con cappuccio, portato sia dagli uomini sia dalle donne. Il caftano non ha cappuccio, si apre sul davanti con una fila di bottoni ed è riservato alle feste: matrimoni, fidanzamenti, serata dell'henné, Eid.

    Qual è la differenza tra un caftano e una takchita?

    Il caftano è fatto di un solo pezzo. La takchita ne sovrappone due, la tahtia e la dfina, riunite in vita dalla cintura mdamma. Più elegante, è l'abito di gala del matrimonio.

    Il caftano è marocchino?

    Il caftano si porta da secoli in diversi paesi, dalla Persia al Maghreb, con tagli e ricami propri di ciascuno. Il caftano marocchino ha la sua storia, attestata a Fès e a Tetouan, e il suo saper fare è iscritto all'UNESCO dal 10 dicembre 2025. L'iscrizione riconosce delle pratiche, non la proprietà di un abito.

    Quale tessuto scegliere per un caftano da matrimonio?

    Il velluto e il broccato per una serata d'inverno o un abito di gala, il raso e il crêpe per un caftano più fluido, l'organza e la mussola come sovrapposizione, soprattutto d'estate. Conta anche il ricamo: il filo d'oro risalta meglio su un velluto scuro.

    Che cos'è la sfifa?

    La sfifa è il gallone di passamaneria intrecciato che borda lo scollo, l'apertura e le maniche di un caftano. Sottolinea le linee dell'abito e ne rinforza i bordi; la sua regolarità indica un capo curato.

    Quanto costa un caftano marocchino?

    Il prezzo dipende dal tessuto, dal ricamo e dal tempo di lavoro: da qualche decina di euro per un modello industriale a diverse migliaia per un capo di alta moda ricamato a mano. Da Caftan Paris i caftani costano tra 140 e 250 euro (prezzi di settembre 2026).

    Come si cura un caftano ricamato?

    Solo lavaggio a secco, pieghe tolte con un vapore delicato tenuto a distanza dal ricamo, conservazione su una gruccia larga in una custodia di cotone, al riparo dalla luce.

    Fonti: UNESCO, «Le caftan marocain : art, traditions et savoir-faire»; Wikipedia, Caftan; Wikipedia, Caftan au Maroc; Gazelle Mag, «Terz, le succès de la broderie marocaine».

    Aggiornato il 16 settembre 2026.